Vi ho già raccontato in un precedente articolo la storia di mio nonno Ugo, Internato militare italiano, deportato in Germania dopo l’8 settembre del 1943 (data dell’Armistizio con gli alleati americani e inglesi). Ricostruire il suo viaggio di due anni non è stato semplice, e ancora ci sono vari periodi di vuoto, che forse non colmerò mai.
Tanti di voi mi hanno chiesto da dove partire per cercare notizie sui vostri nonni, bisnonni, parenti, alcuni morti, altri vivi ma che in vita non hanno mai parlato delle loro terribili esperienze. Passo per passo vi mostrerò tutti gli archivi e le fonti da cui ho tratto qualche informazione. Partirò da quelli più accessibili: gli archivi online.
Archivi online IMI
Arolsen Archives: centro internazionale di documentazione, informazione e ricerca sulla persecuzione nazista, il lavoro forzato e l’Olocausto nella Germania nazista e nelle regioni occupate, situato a Bad Arolsen in Germania. L’archivio contiene circa 30 milioni di documenti dei campi di concentramento, dettagli sul lavoro forzato e schede di persone deportate. Tantissimi documenti sono stati digitalizzati, altri ancora no. Per questo vi consiglio di richiedere altri informazioni in questo form, inserendo tutti i dati che avete su chi state cercando (nome, cognome, data di nascita…). A me hanno risposto dopo alcune settimane per e-mail.

LeBI (lessico biografico IMI): banca dati online in cui sono inseriti, in ordine sistematico, elementi anagrafici e biografici di alcuni degli oltre 600mila militari italiani deportati ed internati, tra il 1943 e il 1945. Le ricerche sono gestite dall’ANRP (associazione nazionale reduci della prigionia) che è possibile contattare a questo indirizzo e-mail: info@anrp.it con oggetto “LeBI – Lessico Biografico IMI”.

Schiavi di Hitler: è un archivio online che mette a disposizione diversi documenti di internati militari (schede, memorie, elenchi di lager e fabbriche).

Archivio Centrale dello Stato: in rete l’archivio mette a disposizione l’elenco dei rimpatri suddivisi per provincia italiana, forniti dalla Croce Rossa Italiana. Una volta trovata la provincia del luogo di nascita del vostro parente dovrete sfogliare ad una ad una ogni pagina. E’ un procedimento un po’ lungo, ma da qui avrete notizie sull’ultimo luogo di prigionia dove è stato il soldato ricercato (se rimpatriato).
Potete, inoltre, contattare l’Archivio per e-mail a questo indirizzo acs@cultura.gov.it o acs@pec.cultura.gov.it, ma a me non hanno mai risposto. Vi consiglio, perciò, di scrivere a quest’altro indirizzo (della sala studio) acs.salastudio@cultura.gov.it. Se abitate vicino Roma, potete andare direttamente all’archivio, che è aperto al pubblico (solo la mattina). In particolare si trova in zona EUR, Piazzale degli Archivi, 27, 00144 Roma.

Archivi fisici IMI:
Esistono svariati archivi fisici a cui è possibile fare richiesta di informazioni e documenti tramite e-mail, o anche visitarli fisicamente.
Archivio di Stato della provincia di nascita di chi state cercando: in questi archivi sono raccolti tutti i fogli matricolari dei soldati italiani, documenti che contengono informazioni sul servizio militare prestato. Ad esempio mio nonno è nato in un paese in provincia di Como, perciò ho contattato l’Archivio di Stato di Como. Nel mio caso mi sono diretta in sala studio, dove il personale aveva già preparato preventivamente il foglio matricolare della leva di mio nonno (1924). Se riuscite, vi consiglio di andare fisicamente, perché all’interno del foglio matricolare spesso si trovano altri documenti utilissimi.
Io ho rinvenuto delle lettere scritte da mio nonno, che non sono mai arrivate ai suoi genitori e che non erano mai state lette da nessuno. Se abitate, invece, lontani dall’archivio, potete fare richiesta e farvi mandare per e-mail i documenti scannerizzati, dietro pagamento.
Archivio Apostolico Vaticano: è l’archivio di concentrazione della Santa Sede e custodisce gli archivi storici di diverse istituzioni pubbliche e private, confluiti in esso per effettiva competenza o per deliberata scelta dell’ente produttore. Nel caso di nostro interesse il Vaticano ha conservato svariati documenti dei prigionieri della Seconda Guerra Mondiale. Potrete sia accedere all’archivio, oppure fare richiesta di documenti per e-mail: archivio@aav.va.
A me dopo pochi giorni hanno inviato una lettera che il parroco del mio paese aveva scritto per avere notizie di alcuni soldati della sua parrocchia che all’epoca risultavano dispersi (tra cui mio nonno).

Croce Rossa Internazionale: è un’organizzazione internazionale non governativa disciplinata dal diritto svizzero, per coordinare un complesso di enti, costituiti sulla base di differenti ordinamenti statali, che operano a livello internazionale nel settore dell’aiuto umanitario con il simbolo della Croce-Rossa e della Mezzaluna-Rossa. La CRI mette a disposizione per qualche giorno all’anno un form in cui è possibile richiedere delle informazioni. La prossima apertura sarà il 23 settembre alle ore 8.00. Segnatevela sul calendario!
Bundesarchiv (Archivio di stato della Germania): è l’Archivio federale tedesco con sede a Coblenza fin dalla sua fondazione nel 1952. Contattateli direttamente tramite questa e-mail: m.lutterkort@bundesarchiv.de. Grazie a loro ho scoperto il numero di internamento di mio nonno.
Altri archivi:
Comune di internamento: man mano che la vostra ricerca prenderà forma e avrete più informazioni riguardo lo Stalag (distretto militare) o i campi di concentramento dove sono stati internati i soldati di cui state ricostruendo la storia, vi consiglio di scrivere direttamente ai comuni delle città tedesche, polacche, austriache o russe dove sono stati deportati.
Per esempio io ho contattato per e-mail il comune della città di Gladbeck (zona Westfalia) in cui mio nonno è rimasto per un anno della sua prigionia. L’impiegato mi ha inviato la scannerizzazione di un elenco che attestava l’arrivo di mio nonno in quella città. Tutte le e-mail ufficiali delle cittadine tedesche sono facili da reperire: sono tutte create con lo stampino. Es: stadt@gladbeck.de.
Caserma di cattura: una volta letto il foglio matricolare saprete anche dove l’internato militare si trovava al momento della cattura (in quale caserma di riferimento). Se la caserma è in Italia vi consiglio di scrivere per e-mail alla caserma in questione per vedere se hanno ancora qualche documento.
Spero di esservi stata utile e che le vostre ricerche possano portare a risultati concreti, sia dal punto di vista storico che emotivo. Nel caso in cui aveste dei problemi, non esitate a contattarmi.
Stay tuned
Bebi
