Medaglie D'Annunzio

Il Vittoriale degli italiani: la casa museo di Gabriele D’Annunzio

Dirò forse una cosa un po’ forte: io D’Annunzio non l’ho mai sopportato, ma proprio per niente. Tuttavia, antipatie a parte, il nostro Gabriele è riuscito davvero a trasformare la sua vita (e la sua casa) in una vera e propria opera d’arte.

Siete mai stati al Vittoriale degli Italiani? Dovete sapere che l’autore abruzzese, oltre ad essere un grande spendaccione, è stato proprio un gran furbacchione quando ha deciso di donare al Regno d’Italia casa sua: si è assicurato che tutto il denaro speso per “abbellirla” non fosse vano.

Il Vittoriale degli italiani sul Lago di Garda

Gabriele D’Annunzio si rifugiò a Gardone Riviera dopo la delusione dell’avventura di Fiume, qui comprò la casa al critico d’arte Henry Thode. Lo scrittore realizzò ogni piccolo anfratto dell’enorme struttura come una vera e propria opera d’arte, dal giardino alla Prioria, agli archivi e alle biblioteche, fino ai bagni.

La Prioria del Vittoriale:

La vera dimora di D’Annunzio è la Prioria, a cui è possibile accedere solo tramite la visita guidata e in cui, ahimè, non è possibile scattare fotografie. Dopo una breve scalinata vi troverete a tu per tu con le stanze in cui Gabriele, le sue amanti (varie), i suoi amici e anche i suoi nemici (tra cui Mussolini) hanno sostato o soggiornato.

All’interno l’atmosfera è buia e cupa, un effetto volutamente ricercato dal proprietario dopo un incidente che gli aveva procurato dei problemi ad un occhio. Tende pesanti, spazi angusti, migliaia di piccoli e grandi oggetti raccolti e disposti ovunque, trentatré mila mila volumi. Risulta quasi difficile passare tra una stanza e l’altra senza sfiorare qualcosa.

Allo studio di D’Annunzio si arriva salendo degli scalini e inchinandosi sotto all’architrave. Come mai, l’architetto ha sbagliato forse a prendere le misure? Ovviamente no: il nostro caro Gabriele desiderava che chiunque passasse di lì dovesse inchinarsi.

C’è anche una stanza, che fungeva da anticamera, dedicata agli avventori della casa poco desiderati, con tanto di scritta posta sopra uno specchio, con il chiaro obiettivo di schernire i suoi lettori mal desiderati.

“Al visitatore, teco porti lo specchio di Narciso? Questo è piombato vetro, o mascheraio. Aggiusta le tue maschere al tuo viso, ma pensa che sei vetro contro acciaio”.

I Giardini del Vittoriale

Se pensavate che fossero finite le stramberie, vi sbagliate di grosso. Nell’enorme giardino il poeta ha fatto collocare una nave, un vero colosso incastonato in una collina. Non mi chiedete come sia stato possibile trasportare un’intera imbarcazione dal mare fino a Gardone, perché onestamente non saprei dirvelo.

La nave in questione è la Regia Nave Puglia che fu donata a d’Annunzio dalla Marina Militare nel 1923. Da questo punto si può percorrere, attraverso un tortuoso sentiero uno spazio ricco di vegetazione, cascate, anfratti e tuffi naturali.

Il Vittoriale è talmente grande da perdersi, ma consiglio di cercare l’Auditorium, per ammirare un velivolo biposto, utilizzato dal poeta nel 1818 per volare su Vienna e lanciare più di 40.000 volantini sulla città, che è appeso sul soffitto. Negli spazi è possibile vedere anche due mostre fotografiche permanenti sulla vita di Gabriele d’Annunzio e sulla costruzione del Vittoriale, e un filmato con varie curiosità.

D’Annunzio ha vissuto al Vittoriale degli Italiani per gli ultimi 17 anni della sua vita, lontano ormai dalla vita politica e dalla guerra, ma mai dalle donne. Non vide i lavori dell’ultima ala Schifamondo, da lui voluti per ampliare ancora di più l’edificio, perché la morte lo raggiunse prima.

Spero che questa nuova rubrica di “case di letterati” vi sia piaciuta, alla prossima!

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Bebi

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