Alessandro Manzoni è un autore imprescindibile della letteratura italiana, e non solo per aver scritto il celebre romanzo de I Promessi Sposi. Gli appassionati di linguistica capiranno, infatti senza Manzoni la lingua italiana, così come la conosciamo, probabilmente oggi sarebbe diversa.
Tornando al discorso principale di questo articolo, nel 1813 il giovane Alessandro tornò in Italia dopo la sua permanenza a Parigi e, insieme alla moglie Enrichetta, acquistò la sua casa di Milano, nell’attuale Via Morone, in una posizione topografica strategica, in cui visse fino al momento della sua morte.

Oggi all’interno dell’edificio è stato predisposto un museo con visita guidata che vi consiglio di prenotare online (il costo è di 8 euro a persona).
Il percorso museale inizia con la storia della famiglia Manzoni e i suoi componenti. L’uomo ebbe ben 9 figli dalla prima moglie, ma solo due sopravvissero alla morte del padre, la cui vita è stata costellata da innumerevoli e dolorosi lutti. Si vocifera, inoltre, che il rapporto tra Alessandro e i figli non fosse così idilliaco, anzi probabilmente i suoi impegni letterari e la sua profonda religiosità lo distaccavano spesso dai suoi doveri paterni.

Nella stanza dei ritratti è possibile osservare il cambiamento di aspetto di Manzoni, dalla giovinezza fino ai suoi ultimi anni. E’ toccante vedere due delle sue ultime fotografie, scattate rispettivamente prima e dopo la caduta, avvenuta il 6 gennaio 1873, sui gradini della Chiesa di San Fedele a Milano dopo la messa dell’Epifania. Ormai molto anziano (aveva 88 anni) non riuscì a riprendersi dal forte colpo alla testa e morì qualche tempo dopo.


Si continua la visita nelle sale in cui è possibile osservare le varie edizioni dei Promessi Sposi e vari dipinti, sculture di scene tratte proprio dal romanzo.

La guida ci ha spiegato che per stampare l’edizione del 1840, Manzoni ha accumulato molti debiti. Vi chiederete come sia possibile, visto l’enorme successo dell’opera fin dagli albori. All’epoca non esistevano i diritti d’autore, perciò il libro era stato stampato e venduto “illegalmente” da terzi. Noi letterati, a quanto pare, siamo squattrinati da secoli, non solo nel XXI secolo.


Le mie stanze preferite sono sicuramente lo studio e la camera da letto. La prima contiene più di 3000 volumi di ogni genere e fattura, qui sono stati ricevuti personaggi del calibro di Giuseppe Garibaldi e di Camillo Benso conte di Cavour. Io mi sono immaginata la scena nella mia testa e mi sono venuti i brividini in tutto il corpo a passeggiare sullo stesso pavimento.

La camera da letto, invece, è l’unica stanza ad essere rimasta pressoché identica al momento in cui ci dormiva Manzoni, del tutto scarna ed austera, come in un convento. Negli ultimi anni della sua vita l’autore era rimasto vedovo per la seconda volta e aveva visto morire quasi tutti i suoi figli.

Casa Manzoni non è l’unico luogo che testimonia l’esistenza di Alessandro: nella zona di Lecco e dintorni troviamo un vero e proprio percorso a tappe legato in particolare alle scene più importanti dei Promessi Sposi. Inoltre l’autore, prima di trasferirsi a Parigi dalla madre, è vissuto proprio qui, nei piccoli paesini della Brianza che circondano il lecchese. Nel prossimo articolo vi dirò qualcosa di più.
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Bebi
