Siete mai stati a Cracovia? Mai? Allora è il momento giusto per partire e andarci. Sono stata in questa cittadina polacca a metà novembre e me ne sono subito innamorata per la pulizia, l’ordine, la sicurezza, l’assenza di traffico, la tranquillità, il cibo e tanto altro. Azzarderei anche come voto un bel 10 in quanto a gita d’istruzione, perché Cracovia è il perfetto connubio tra arte, architettura, religione e storia, soprattutto per la sua vicinanza con il campo di sterminio di Auschwitz. Ma andiamo con ordine e svisceriamo tutti i luoghi da non perdere per un breve soggiorno di 2 giorni.

Cosa visitare a Cracovia
Per visitare il centro di Cracovia servirebbero almeno due giorni pieni, purtroppo io ho dovuto concentrare tutto in un unico giorno, non volendo perdere la visita ai campi di Auschwitz-Birkenau. Il centro della città è denominato Città Vecchia, poiché è l’unica parte a non essere stata distrutta dai bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale. Ecco la mia personale lista di tappe da raggiungere a piedi che non possono mancare nel vostro itinerario.

Basilica di Santa Maria
Sulla Piazza Rynek, patrimonio dell’Unesco, si affaccia in pieno stile gotico, la Basilica di Santa Maria. Se volete rimanere a bocca aperta di fronte ad un “cielo stellato”, acquistate il biglietto per entrare nella chiesa. Qualche pillola di storia: l’altare della Basilica, durante l’occupazione tedesca venne portato in Germania, ma nel 1946 è stato riportato in Polonia e dal 1957 si trova nella sua occupazione originale.


Collegium Maius
Se siete insegnanti, studenti universitari, appassionati di cultura e storia, non potete non visitare il Collegium Maius (dal latino Collegio Grande), che è l’università più antica della Polonia. Al suo interno, oltre ai chiostri, potrete visitare il suo museo con all’interno il Globus Jagellonicus, contenente la più antica raffigurazione delle Americhe. Questa università è stata frequentata a suo tempo da personaggi celebri come Niccolò Copernico e Giovanni Paolo II.


Castello di Wawel
Abbiamo avuto la fortuna di visitare il Castello di Wavel il giorno della festa d’Indipendenza polacca (l’11 novembre), che commemora l’anniversario della nascita della Seconda Repubblica della Polonia nel 1918, per festeggiare la rinascita dello stato polacco dopo 123 anni di spartizioni. Nella piazza intorno al castello spiccavano centinaia e centinaia di bandiere bianche e rosse, sventolate da bambini, anziani, genitori, studenti.

Il Castello è stato utilizzato come residenza reale dalla monarchia per cinque secoli, dal 1038 fino al 1596. Nella Cattedrale, adiacente al castello, sono stati sepolti i reali della Polonia insieme ad alcuni personaggi illustri polacchi. Spiccherà al vostro occhio la Cappella di Sigismondo realizzata da Bartolomeo Berrecci soprattutto per la sua cupola fatta interamente d’oro. La cappella è uno dei più magnifici esempi di architettura rinascimentale toscana a Cracovia.


Sotto il Castello troverete la Grotta del Drago, l’animale fantasy simbolo della città. Secondo la leggenda, la grotta era la dimora del Drago di Cracovia, e oggi si trova una statua di bronzo raffigurante il drago.
Kamizierz: il quartiere ebraico
Kamizierz è stato per più di 600 anni il quartiere della comunità ebraica a Cracovia. Negli anni della Germania nazista, tutti gli abitanti del quartiere vennero improvvisamente deportati nel ghetto di Podgórze, poco fuori dalla città vecchia.

Terminata la guerra, Kazimierz rimase per anni in decadenza e solo grazie alle riprese del film “Schindler’s List” (celebre film che riporta gli avvenimenti degli ebrei a Cracovia durante la Seconda Guerra Mondiale) venne riqualificata. In Via Josefa 12 troverete il punto esatto di una delle scene del film.


Ora il quartiere è decorato qua e là da murales, pullula di locali per mangiare e bere, ed è molto frequentato soprattutto dagli studenti.

Come arrivare nel centro di Cracovia
Per arrivare a destinazione ho scelto un volo dall’aeroporto di Bergamo Orio al Serio (BGY) diretto a Cracovia-Balice (KRK). A quel punto le strade sono due: o chiamate un Uber cavandovela con una quindicina di euro, oppure dirigetevi verso la stazione (ad un minuto a piedi) risparmiando di poco rispetto all’Uber. Se seguite quest’ultima alternativa, troverete un’unica difficoltà, cioè cercare di fare il biglietto dalle macchinette (noi abbiamo impiegato una decina di minuti per capire il loro funzionamento). Non cercate di fare i furbetti, perché sui treni cracoviani il controllore passa sempre per obliterare ogni biglietto ad uno ad uno.
Per ora, miei cari amici, ho finito il mio racconto perché l’esperienza al campo di Auschwitz merita un articolo a sé. Non vi preoccupate: a breve pubblicherò un articolo a riguardo, c’è troppo da dire e troppo da tramandare ai posteri.
Stay Tuned
Bebi
