Voi sapevate che la Reggia di Caserta è la residenza reale più grande al mondo, ancora di più di quella di Versailles? Io no e l’ho scoperto a 32 anni qualche settimana fa, quando l’ho visitata e ne sono rimasta incantata.

Visitare la Reggia di Caserta
Fu Carlo di Borbone, re di Napoli, a far iniziare i lavori nel lontano 1752 dall’architetto Luigi Vanvitelli, con l’obiettivo di dimostrare il prestigio della dinastia borbonica in Italia. Tuttavia sarà il figlio Ferdinando IV a seguire la sua costruzione, terminata molto tempo dopo, con le sue 1200 stanze e il Parco Reale.
La guida ci ha spiegato quanto sia ingiusta l’aura negativa che aleggia intorno ai Borbone, una famiglia amata dalla popolazione del Sud Italia per la ricchezza e le innovazioni in ambito culturale, industriale ed economico portate nel Regno, ma subissata dall’arrivo dei Savoia dopo l’Unità.

La visita della Reggia parte dallo spettacolare Scalone d’oro che conduce agli Appartamenti Reali, accogliendo i visitatori con la sua imponenza e le tre statue (Verità, Merito e il re a cavallo di un leone). Tutta la struttura dell’edificio è stata pianificata per essere la più simmetrica possibile, in pieno stile neoclassico, ed è evidente in ogni parte, internamente ed esternamente.

Gli appartamenti reali e la cappella Palatina
Prima di entrare negli appartamenti della famiglia Borbone, è possibile visitare la cappella Palatina, in cui i reali ascoltavano la celebrazione della Santa Messa da un ambiente sopraelevato. Come in tutta la Reggia è evidente il tentativo dell’architetto di cercare di unire il suo stile neoclassico a quello barocco, secondo le volontà dei committenti di copiare l’opulenza della Reggia di Versailles.
All’interno della Cappella si notano vari danni strutturali: durante la Seconda Guerra Mondiale l’edificio è stato utilizzato dai tedeschi come quartier generale, per questo è stato bombardato dagli alleati. Di proposito non sono state restaurate alcune delle parti danneggiate, in modo da sottolineare l’importanza degli eventi storici, anche quelli più terribili.


Oltre alle grandiose sale di rappresentanza, decorate da affreschi, statue, arredi preziosi, negli Appartamenti Reali si incontrano ambienti più intimi, come camere da letto e da bagno, studioli, biblioteche.


In particolare ho scoperto che la moglie di Ferdinando IV, Maria Carolina d’Asburgo-Lorena, sorella di Maria Antonietta (la regina francese ghigliottinata durante la Rivoluzione Francese) e gelosa di lei, fece importare proprio dalla Francia gli amati bidet per copiarla. Qui i sanitari, non essendo molto apprezzati perché associati al lavoro delle prostitute, caddero in disuso, mentre in Italia fecero fortuna, tanto da rimanere nelle nostre abitazioni fino ai giorni nostri.
Ritornando ai pettegolezzi, sembrerebbe che la regina tradisse spesso il marito, così fece aggiungere in una delle stanze una serie di specchi per avere il controllo e non essere colta in flagrante dalla servitù.


La Reggia di Caserta è segnata anche dalla presenza napoleonica: nel 1808 i Borbone vennero messi in fuga dall’armata francese e sostituiti per qualche anno da Gioacchino Murat, cognato di Napoleone Bonaparte. Il complesso venne utilizzato da Murat e dalla moglie Carolina Bonaparte come dimora di rappresentanza e si cercò di eliminare la presenza dei Borbone, costruendo e arredando la Reggia. Alcuni degli arredi come le sedute nell’immagine sottostante, una volta ritornati i Borbone, rimasero nelle sale per evitare gli sprechi.

Il Parco Reale della Reggia di Caserta
Ultimo luogo da non perdere all’interno della Reggia è il parco, in particolare il giardino all’italiana e all’inglese. Non è facile attraversare a piedi la superficie di 3 km, perciò fortunatamente è possibile usufruire di un comodissimo servizio navetta (3 euro andata e ritorno).

Lungo il percorso si incontrano le varie fontane: dei delfini, di Eolo, di Cerere, di Diana e Atteone e di Venere e Adone. Per poterle alimentare Vanvitelli creò l’acquedotto Carolino, un enorme sistema idraulico lungo ben 38 km.
Molto suggestivo è il Giardino all’inglese, voluto dalla regina Maria Carolina, che, rispetto al resto dei giardini, è stato progettato in modo da risultare spontaneo, grazie alle statue, false rovine, laghetti e ruscelli. Non stupitevi se tra una ninfea e l’altra troverete una Venere accovacciata…


Non sono mai stata alla Reggia di Versailles, ma dalle foto mi sento di sostenere che quella di Caserta non ha nulla da invidiarle. L’unica cosa di cui mi pento è averla visitata nel periodo estivo, perché ahimè il caldo era quasi insopportabile.
Infine ultimo consiglio spassionato è di prenotare la guida, per conoscere anche tutti i pettegolezzi di corte e non farsi sfuggire gli aspetti salienti della sua storia.
Ps: se sei un docente l’ingresso è gratuito!
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Bebi
